Rilievo con APR nei centri storici: il caso L’Aquila

La fotogrammetria è stata letteralmente rivoluzionata con l’avvento della tecnologia SAPR. In quest’ultimo decennio si è affermata, di fatto, una nuova cultura per la gestione delle problematiche territoriali e ambientali. Sicuramente la possibilità di eseguire rilievi attraverso i droni, soprattutto per il monitoraggio del territorio in situazioni di emergenza, rappresenta una conquista importante ai fini non solo della stima dei danni causati da calamità naturali, ma anche nell’ottica dell’attività di prevenzione. In materia di Geomatica e tecnologia UAV, un contributo degno di nota lo riporta Donatella Dominici, docente dell’Università degli Studi dell’Aquila presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale (DICEAA). La Professoressa Dominici, descrive l’esperienza maturata come coordinatrice del progetto di topografia e APR nel centro storico aquilano. La ricerca è stata avviata nel 2011 e finanziata dal Miur con l’obiettivo di definire le strategie innovative per il telerilevamento e mappatura webgis del rischio in tempo reale e la prevenzione del disastro ambientale. Diretta a livello nazionale dal Prof. Raffaele Santamaria dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, la ricerca ha raggruppato circa 10 unità locali.

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L’unita dell’Aquila si è impegnata nella valutazione dell’impatto del sisma nel centro storico, in particolare nella Piazza Palazzo e nella Basilica Collemaggio, ma anche in altri comuni limitrofi. “Si è trattato di un lavoro sinergico per testare i vantaggi dell’impiego degli APR al fine di monitorare lo stato delle strutture e valutarne la riqualificazione. Con l’ausilio di FlyTop S.p.A abbiamo svolto diversi voli per affinare la metodologia fotogrammetrica. A questo scopo è stato molto utile l’impiego dell’esacottero FlyNovex, quale autorizzato ENAC che è stato equipaggiato con fotocamera 24Mpx a focale 16 mm, che ci ha permesso di ispezionare le facciate degli edifici situati nel comune di Raiano”. Come in altri ambiti di rilievo da APR anche in questo caso è fondamentale la pianificazione a terra del volo e il lavoro di post-produzione per una corretta interpretazione dei dati acquisiti in volo. “Il drone è un mezzo – conclude Dominici – per svolgere l’aerofotogrammetria in condizioni particolari o di emergenza. Prima di iniziare la ricognizione è indispensabile eseguire un sopralluogo per ricostruire i possibili ostacoli, pianificare i punti d’appoggio e successivamente elaborare i dati con appositi software di restituzione per ottenere un overlap almeno del 70% delle strisciate. Questo progetto ha rappresentato una sfida perché, per la prima volta, in Italia un progetto di ricerca ha avuto come oggetto un centro storico cittadino. La fotogrammetria da UAV ha il vantaggio di integrarsi perfettamente con le altre tecniche di rilievo, inoltre l’applicazione di sensori diversi a seconda delle esigenze del momento può portare ad ottenere fotogrammi migliori e quindi prodotti finali di qualità ancora più alta. Nel futuro questa esperienza potrebbe essere riproposta per rilanciare l’edilizia nazionale e soprattutto dovrebbe essere estesa coinvolgendo ancora di più le istituzioni”.

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